martedì 12 maggio 2015

Volevo dire.

Alla fine una casa l'abbiamo comprata. Né la prima, né la seconda, bensì la terza. Una casetta molto carina, con un soffitto e una cucina. Delle stanze e una taverna, anche. E un girdino con un ulivo.
Per ora ci vive un'arzilla vecchina di 89 anni, ma tra un paio di settimane potremo iniziare a sistemarla come piace a noi. O come piace a Barbarossa, dato che convincerlo a mettere i brillantini sul muro mi sa che sarà un'impresa troppo ardua.
Comunque, volevo dire altre cose. Volevo dire che tra un mese scade il mio contratto. Volevo dire che ho già fatto due colloqui presso un'altra scuola (paritaria, moderna, molto fica) e che anche se mi dovessero offrire qualcosa dove sono ora, probabilmente non accetterei.
Volevo dire che ho una paura cane di rimanere a piedi. Non rimarrei a piedi, perchè dove sono ora qualcosa verrà fuori, però.
Volevo dire che spero così tanto di ricevere un'offerta dalla scuola nuova che poi se non dovesse arrivare tipo mi verrebbe una tristezza.
Volevo dire che voglio andarmene da dove sono ora perchè ritengo che i miei capi credano poco al progetto, e di conseguenza non abbiano molta voglia di farlo crescere, o forse hanno solo pesci più grandi tra le mani. E io sono un pesciolino rosso. Tipo Boris.
Volevo dire che dovrò aspettare un mesetto per avere la situazione un po' più chiara, e ho i neuroni che fanno fumo perchè come al solito penso troppo.

Basta, non penso più. Vado a lavorare un po'.

venerdì 3 aprile 2015

Non lavoro il Venerdì Santo.

La costanza di voler scrivere fa a pugni con l'impossibilità di sedersi e stare tranquilli. L'unica possibilità è chiamare il capo e dire "Mi rifiuto di lavorare di Venerdì Santo." Che poi è una balla, perchè hogià tradotto per un'ora e farò due ore di lezione tra poco, ma almeno avrei avuto una scusa per non andare in ufficio.
Mi rifuto di lavorare di Venerdì Santo non perchè io sia una persona religiosa, forse lo ero, forse non lo sono mai stata, sta di fatto che mi rifuto perchè sono due mesi che non mi fermo un secondo e mo' scoppio.
Noi una casa l'avevamo trovata, ma secondo me abbiamo offerto troppo poco, e forse ci è andata bene così perchè ne abbiamo trovata una che ci piace di più. Costa anche di più, ma sono dettagli. Mangeremo pane e acqua per i prossimi 20 anni, ma vabbè, alla fine che ci vuoi fare.
Adesso aspettiamo che scada l'offerta fatta per poterne fare un'altra. Adesso speriamo che vada tutto bene e che nessuno compri la casa prima di noi, perchè se no dobbiamo ricominciare a cercare e, in tutta onestà, il tempo continua a scappare dalle mani come se fosse un'anguilla. Non elettrica, però.
Anche perchè il lavoro precario comporta degli orari lavorativi da pazzi, della serie che le mie giornate lavorative iniziano la mattina alle 6.30 e finiscono la sera alle 10 e io tra un po' schiatto.
Schiatto e non guadagno nemmeno abbastanza per pagare l'Inps. No, vabbè, dai, Teacher, non essere così negativa. alla fine al concerto di Caparezza ci sei andata, e forse la borsa nuova meravigliosa te la comprerai pure, però sticazzi. Sticazzi perchè ogni settimana è un terno al lotto e mai, ma dico mai, mi sarei aspettata di lamentarmi dei panni da stirare e il pavimento da lavare. Ciao mamma, ho sempre sottovalutato la tua maestria nel time management e nella gestione familiare.
C'è il frigo vuoto, cazzo, non sono riuscita ad andare a fare la spesa. E mo'? Che minchia preparo? Boh. Vabbè, pizza. E la wanza cresce. No, non sono incinta, non potrei permettermelo, nè come tempo e tantomeno come soldi.
Oooooooh, ma basta lamentarsi!!!
Avete ragione, in fondo io Barbarossa lo amo, e amo il mio lavoro, e amo la mia vita e però un viaggetto a Londra ci starebbe. Sì.
Ma prima la casa e i matrimoni altrui e l'Inps. E poi la borsa. Alla fine, la vita è una questione di priorità.
E domani vado ad accendere un cero alla Madonna, io che non sono religiosa e forse lo ero, che magari a Giugno mi fanno un contratto per sul serio e forse posso smettere di stare in apnea.
forse che forse che ci fosse nell'aria del bisogno di uno sfogo? Meh, a posto, grazie.
Ora via che il tempo stringe, verso nuovi orizzonti!

giovedì 19 febbraio 2015

80 case

"Ma davvero? Siete sicuri? Quante ne avete viste?"

"No, vabbè, ne abbiamo viste una decina... e sì, è quella che ci piace di più. O meglio, ha tutto quello che vogliamo al prezzo che vogliamo. Circa, è ancora da trattare. E non ha la cantina, ma il garage è grande. Ecco. Sì."

"Allora non ne volete vedere altre?"

"Per come siamo fatti io e Barbarossa, ne abbiamo già viste fin troppe... ci siamo già sfracassati i tre quarti, basta. Va bene quella. Ci piace. Facciamo l'offerta e teniamo le dita incrociate. Anche perchè so che potremmo vederne altre 70 e alla fine la vincitrice sarebbe comunque quella."

Già. L'indebitamento a vita è imminente.
A vita magari non proprio, più sulla ventina d'anni.
E vi dirò che a me va bene, anzi benissimo.
Mi va bene pensare di affrontare 20 anni di debiti cn Barbarossa.

Dai, siamo pronti.

martedì 10 febbraio 2015

Scrivere e riordinare.

Per me scrivere è sempre stato un po' riordinare. Sono al mio terzo blog, e quello che resta degli altri due sono dei files polverosi salvati chissà dove, qualche ricordo, e qualche amico che è diventato negli anni insostituibile.
Ho iniziato a scrivere un po' come mi veniva, perchè avevo bisogno di fare ordine, perchè avevo passato da poco i 20 e la mia vita non si capiva.
Ora, quasi 10 anni dopo, a 30, scrivo ancora a caso, ma sempre perchè nel caos e nel caso riesco a trovare un equilibrio.
Negli ultimi tre anni ho scritto poco, pochissimo, forse un post ogni 4 mesi, perchè ero presa. Sono stata presa da un vortice che mi ha portato prima in America, nelle lande desolate del Minnesota. Poi, al rientro, il vortice mi ha portato il reverse cultural shock e tante tante lacrime. Solo un altro anno dopo ho ricominciato a mettere insieme i pezzi e a decidere che traiettoria dare al vortice, il tutto grazie a Barbarossa: quello ceh pensavo non avrei mai voluto avere, ora è quello che mi fa alzare tutti i giorni.
Però, quando ti fermi dopo essere cambiata così tanto nel giro di tre anni, ti ritrovi in testa un casino che metà basta. Urge quindi un'operazione di decluttering, di riordino e metabolizzazione generale.

Ciao, ben tornata Teacher.