La costanza di voler scrivere fa a pugni con l'impossibilità di sedersi e stare tranquilli. L'unica possibilità è chiamare il capo e dire "Mi rifiuto di lavorare di Venerdì Santo." Che poi è una balla, perchè hogià tradotto per un'ora e farò due ore di lezione tra poco, ma almeno avrei avuto una scusa per non andare in ufficio.
Mi rifuto di lavorare di Venerdì Santo non perchè io sia una persona religiosa, forse lo ero, forse non lo sono mai stata, sta di fatto che mi rifuto perchè sono due mesi che non mi fermo un secondo e mo' scoppio.
Noi una casa l'avevamo trovata, ma secondo me abbiamo offerto troppo poco, e forse ci è andata bene così perchè ne abbiamo trovata una che ci piace di più. Costa anche di più, ma sono dettagli. Mangeremo pane e acqua per i prossimi 20 anni, ma vabbè, alla fine che ci vuoi fare.
Adesso aspettiamo che scada l'offerta fatta per poterne fare un'altra. Adesso speriamo che vada tutto bene e che nessuno compri la casa prima di noi, perchè se no dobbiamo ricominciare a cercare e, in tutta onestà, il tempo continua a scappare dalle mani come se fosse un'anguilla. Non elettrica, però.
Anche perchè il lavoro precario comporta degli orari lavorativi da pazzi, della serie che le mie giornate lavorative iniziano la mattina alle 6.30 e finiscono la sera alle 10 e io tra un po' schiatto.
Schiatto e non guadagno nemmeno abbastanza per pagare l'Inps. No, vabbè, dai, Teacher, non essere così negativa. alla fine al concerto di Caparezza ci sei andata, e forse la borsa nuova meravigliosa te la comprerai pure, però sticazzi. Sticazzi perchè ogni settimana è un terno al lotto e mai, ma dico mai, mi sarei aspettata di lamentarmi dei panni da stirare e il pavimento da lavare. Ciao mamma, ho sempre sottovalutato la tua maestria nel time management e nella gestione familiare.
C'è il frigo vuoto, cazzo, non sono riuscita ad andare a fare la spesa. E mo'? Che minchia preparo? Boh. Vabbè, pizza. E la wanza cresce. No, non sono incinta, non potrei permettermelo, nè come tempo e tantomeno come soldi.
Oooooooh, ma basta lamentarsi!!!
Avete ragione, in fondo io Barbarossa lo amo, e amo il mio lavoro, e amo la mia vita e però un viaggetto a Londra ci starebbe. Sì.
Ma prima la casa e i matrimoni altrui e l'Inps. E poi la borsa. Alla fine, la vita è una questione di priorità.
E domani vado ad accendere un cero alla Madonna, io che non sono religiosa e forse lo ero, che magari a Giugno mi fanno un contratto per sul serio e forse posso smettere di stare in apnea.
forse che forse che ci fosse nell'aria del bisogno di uno sfogo? Meh, a posto, grazie.
Ora via che il tempo stringe, verso nuovi orizzonti!
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