Alla fine una casa l'abbiamo comprata. Né la prima, né la seconda, bensì la terza. Una casetta molto carina, con un soffitto e una cucina. Delle stanze e una taverna, anche. E un girdino con un ulivo.
Per ora ci vive un'arzilla vecchina di 89 anni, ma tra un paio di settimane potremo iniziare a sistemarla come piace a noi. O come piace a Barbarossa, dato che convincerlo a mettere i brillantini sul muro mi sa che sarà un'impresa troppo ardua.
Comunque, volevo dire altre cose. Volevo dire che tra un mese scade il mio contratto. Volevo dire che ho già fatto due colloqui presso un'altra scuola (paritaria, moderna, molto fica) e che anche se mi dovessero offrire qualcosa dove sono ora, probabilmente non accetterei.
Volevo dire che ho una paura cane di rimanere a piedi. Non rimarrei a piedi, perchè dove sono ora qualcosa verrà fuori, però.
Volevo dire che spero così tanto di ricevere un'offerta dalla scuola nuova che poi se non dovesse arrivare tipo mi verrebbe una tristezza.
Volevo dire che voglio andarmene da dove sono ora perchè ritengo che i miei capi credano poco al progetto, e di conseguenza non abbiano molta voglia di farlo crescere, o forse hanno solo pesci più grandi tra le mani. E io sono un pesciolino rosso. Tipo Boris.
Volevo dire che dovrò aspettare un mesetto per avere la situazione un po' più chiara, e ho i neuroni che fanno fumo perchè come al solito penso troppo.
Basta, non penso più. Vado a lavorare un po'.
Nessun commento:
Posta un commento